Formazione sulle culture, i saperi e i sapori toscani

Altre curiosità sui personaggi storici

Altre curiosità sui personaggi storici

 

Il primo Vocabolario della lingua italiana e l’Accademia della Crusca

 

Il 1612 fu l’anno di uscita, a Firenze, del primo vocabolario della lingua italiana: il Vocabolario degli Accademici della Crusca. La Toscana ha infatti avuto il ruolo di guida linguistica nella nascita dell’Italiano. Il volgare di grandissimi scrittori e poeti quali Dante, Petrarca, Boccaccio e prima ancora lo stilnovo imposero lo stile toscano come modello dell'italiano. L'Accademia della Crusca, già nel’500, raccolse la sfida di definire i criteri e i principi della lingua corretta "separando il fior della farina (cioè la buona lingua) dalla crusca ( la parte cattiva ed impura) ". L'origine di questa istituzione, tra il 1570 e il 1580, ha un inizio anti-accademico, infatti i suoi fondatori si erano chiamati in un primo momento la brigata dei Crusconi e formavano una specie di circolo di letterati e poeti che erano soliti radunarsi in allegre occasioni conviviali, durante le quali si dilettavano con giochi di parole. Ma dopo qualche anno l'Accademia abbandona l'impronta ludica e giocosa, prende un nuovo indirizzo e si dirige verso una nuova forma, proponendosi lo scopo di manifestare e conservare la bellezza del volgare fiorentino, modellato sugli autori del Trecento: Dante, Petrarca e Boccaccio.

 

Livorno all’avanguardia di pubblicazioni editoriali civiche e antesignana della città globale

 

A Livorno si pubblicò per la prima volta il Dei Delitti e delle pene di Beccaria (1764) e si diede alle stampe la prima edizione italiana dell'Enciclopedia di Diderot (1770). Inoltre Nella città di Livorno, nata per volontà dei Medici che incaricarono Bernardo Buontalenti di costruire una "città ideale" furono emanate le Leggi Livornine che garantivano la massima libertà (soprattutto di culto) e rifugio ai perseguitati, favorendo così l'immigrazione di commercianti spagnoli, arabi, ebrei ed armeni.

Grosseto e i butteri della Maremma

 

Il nove agosto per le vie del centro storico di Grosseto si tiene una processione in onore del Santo Patrono Lorenzo, dove i Butteri, i cow boy della Maremma, accompagnano le reliquie e l'immagine del Santo per la città. Il 15 agosto invece, nel parco naturale dell'Uccellina, sempre presso Grosseto, si svolge il Rodeo della Rosa, un torneo fra butteri che esibiscono le loro abilità a cavallo,in una sorta di “rodeo toscano”. Il buttero è un pastore a cavallo tipico della Maremma.

 

Lucca: le prime monete e l’ultima ghigliottina.

 

La Zecca di Lucca era la più antica d'Europa e ha battuto moneta dal 650 al 1843. Ma Lucca ha un altro primato , anzi un altro “ultimato”: il 29 Luglio 1845 a Lucca infatti è avvenuta l'ultima esecuzione capitale tramite ghigliottina in Italia. 

 

La porta Camollia

 

Cor magis tibi Sena pandit: Siena ti apre il suo cuore ancora più grande. E' questo il motto in latino che spicca sulla Porta Camollia a Siena.

 

Arezzo e l’antico protettore delle arti

 

Il mecenatismo è nato ad Arezzo. Qui nacque infatti, nel 74 a.C. Gaio Clinio Mecenate, amante e protettore delle arti oltre che amico di Virgilio ed Orazio. Dal suo nome deriva la parola "mecenate" usata oggi per designare un uomo amante delle arti che sostiene, aiuta e promuove gli artisti. Ad Arezzo il Museo Archeologico è dedicato proprio a Mecenate suo antico e generoso concittadino.

 

Pisa e il Conte Ugolino

 

"La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator forbendola ai capelli…." Così viene descritto il conte Ugolino nell’Inferno della Divina Commedia da Dante. Il conte Ugolino della Gherardesca  fu catturato con i figli e i nipoti. Tutti furono rinchiusi in una Torre e per ordine dell'arcivescovo, nell’anno 1289,  fu dato ordine di gettare le chiavi della torre nell’Arno e di far morire di fame il Conte e i suoi figli. Secondo Dante, i prigionieri morirono di fame tra terribili sofferenze, e i figli di Ugolino, prima di morire lo pregarono di cibarsi delle loro carni. Questa è la sciagurata storia del Conte Ugolino! Ed è proprio a Pisa nella famosa Piazza dei Cavalieri che sorgeva la torre del conte Ugolino reso celebre da Dante.  La tomba del conte si trova, invece, nella chiesa di San Francesco. Dopo la sua morte del Conte, la sua abitazione venne demolita, sull’area del terreno venne sparso del sale contro la malasorte e venne proibita la costruzione di qualsiasi immobile su quella che fu un tempo la proprietà di Ugolino.

 

Pistoia e il punto erba

 

A Pistoia nel Palazzo Rospigliosi residenza dell'omonima e nobile famiglia pistoiese, che nel 1667 dette i natali a papa Clemente IX, si può ammirare una bellissima e originale collezione: il Museo del Ricamo in cui sono conservati preziosissimi ricami antichi, testimonianza di un’importante tradizione tessile e di una raffinata cultura di altissimo artigianato.