Formazione sulle culture, i saperi e i sapori toscani

Curiosità sui prodotti e il territorio

Curiosità sui prodotti e il territorio

La vendemmia in Toscana

Secondo gli studiosi l’arte della coltivazione della vite giunse nella nostra penisola verso il secondo millennio a.C., diffondendosi all’inizio in Sicilia grazie ai Fenici, per poi propagarsi nelle regioni centro-settentrionali ad opera degli Etruschi. A testimonianza di questa lunga tradizione, nei pressi di Montevarchi in provincia di Arezzo sono stati rinvenuti dei reperti fossili di tralci di vite risalenti a 2 milioni di anni fa, mentre studi recenti tendono ad associare i primi degustatori di vino già ai tempi del Neolitico..

 

 

 

 

 

 

L’estate di San Martino e l’apertura delle prime botti del vino

L'estate di san Martino è il nome con cui viene indicato il periodo autunnale (intorno la prima decade di Novembre) in cui, spesso si verificano condizioni climatiche che regalano giorni di bel tempo con temperature solitamente tiepide. Questa particolare “estate” coincide anche con l’apertura delle prime botti di vino.

Il giorno dedicato a San Martino viene festeggiato l'11 novembre.

Secondo la leggenda San Martino durante una gelida giornata autunnale avrebbe donato metà del suo mantello a un povero mendicante infreddolito e per questo atto di generosità Dio avrebbe reso il clima più mite proprio in quei giorni di novembre.

La tradizione fu celebrata anche da Giosuè Carducci  in una famosa poesia proprio dal titolo San Martino:

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor dei vini
l'anime a rallegrar.

Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.



L’olio : proverbio toscano

Acqua d’agosto, matura l’olio e il mosto”
Le piogge di agosto migliorano la qualità di olive e uva e di conseguenza di olio e vino.



L’olio fuori dal piatto…pratiche mediche, rituali e magiche.

L’olio, per il per la sua complessa lavorazione, è sempre stato ritenuto un prodotto di valore, e proprio per questo ha avuto un uso anche al di fuori dell’alimentazione, specie nelle pratiche mediche popolari e nelle usanze magiche Per esempio, ai bambini che soffrivano di spasmi convulsivi si somministrava olio fritto con la salvia; mentre spesso l’olio era spalmato sulle parti doloranti del corpo o per le ustioni. Nel campo della religiosità, poi, l’olio ha un ruolo importante: con l’olio santo si ungono i cresimandi, e i moribondi. con l’olio poi si alimentavano tutte le lampade la cui luce rimandava a quella della salvezza eterna. L’uso dell’olio era poi fondamentale in certi rituali magici, come quello per combattere il malocchio che veniva dato dallo sguardo malevolo delle persone producendo un effetto negativo che arrecava malessere alla persona a cui era stato rivolto.

Crete senesi

A sud di Siena si apre il panorama naturale delle Crete senesi, territorio di rara bellezza, fra i più fotografati al mondo, con distese di calanchi frutto dell’erosione delle acque su sedimenti argillosi e sabbiosi. In questo paesaggio magico punteggiato da file di cipressi sorgono piccoli borghi arroccati sulle cime di dolci e rotonde colline.