Formazione sulle culture, i saperi e i sapori toscani

Curiosità sulla montagna Toscana e il suo mangiare

Curiosità sulla montagna Toscana e il suo mangiare

Pici

Lunghi come spaghetti  e dalla forma particolare i pici senesi possono essere considerati gli antenati degli spaghetti. Vengono realizzati a mano si tirano finché non sono molto lunghi: anche tre metri! I pici sono una delle vere specialità di Siena e del suo territorio circostante, soprattutto della campagna. Rappresentavano il tipico piatto povero dei contadini preparato con la sola farina mescolata all’acqua e all’olio ma senza le uova. I pici essendo fatti a mano risultavano grezzi e dalla forma irregolare. Questa particolare pasta rappresenta magnificamente la tradizione e il territorio senese grazie proprio a due ingredienti fondamentali tipici di quel territorio: l’olio e il grano amalgamati in uno speciale legame riconoscibile al primo assaggio. I pici si possono mangiare al ragù, in salsa di pomodoro o"all'aglione".

Livorno: il Gazebo sulla Rotonda Mascagni

Chi passeggia per Livorno può andare a ammirare il panorama presso la Terrazza Mascagni, uno splendido belvedere in stile Liberty affacciato sul mare. Completamente restaurata, la Terrazza Mascagni che rappresenta una delle più suggestive opere architettoniche livornesi, ha una estenzione di 8.700mq ed è composta da quasi 4.100 colonnine e 34.800 piastrelle Ultimata nel 1928 al tempo del fascismo, venne chiamata inizialmente "Terrazza Ciano"  ma il suo nome cambiò dopo il 1943 e fu dedicata al grande musicista livornese Pietro Mascagni. Nel 1935 venne

realizzato un Gazebo riservato ai concerti musicali. Il tempietto dalla forma circolare, sorretto da colonnine, fu però distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Oggi il Gazebo è stato interamente ricostruito sul modello originale ed è tornato ad essere un luogo affascinante da cui si può ammirare una incantevole e romantica vista sul mare.

Lucca Lucca Comics e la “caccia al Macaluso”.

Lucca Comics & Games è una fiera dedicata al fumetto, all'animazione, ai giochi (di ruolo, da tavolo, giochi di carte), ai videogiochi e all'immaginario fantasy , che si svolge a Lucca  nei giorni a cavallo tra ottobre e novembre. È considerata la più importante rassegna italiana del settoreseconda d'Europa e terza del mondo, dopo il Comiket di Tokyo ed il Festival International de la Bande Dessinée d'Angoulême in Francia L'edizione del 2012 ha battuto il record raggiunto nel 2011registrando un'affluenza di 180.000 visitatori, con un picco di 56.000 visitatori per la giornata di sabato 3 novembre. La caccia al Macaluso è un rito apotropaico ( cioè un rito attribuito ad un oggetto o a una persona idonei a scongiurare, allontanare o annullare influssi maligni.) che si ripete ogni anno al Lucca Comics per propiziare l’edizione successiva. L’evento tradizionalmente ha luogo alla chiusura della fiera ed è un atto goliardico riservato agli operatori della manifestazione e il pubblico non vi può partecipare, ciononostante l’evento ha ottenuto una grande notorietà non solo nella città ma tra tutti gli appassionati di fumetti. Perché mai la caccia al Macaluso? Alberto Macaluso che, oltre ad essere un un menbro dello staff della fiera è anche la mascotte della stessa dal 1993, viene inseguito nel padiglione dell’area Games e una volta preso viene legato e imbavagliato e viene data la possibilità ad alcuni degli autori ospiti di eseguire autografi e disegni sul suo corpo.

Prato e la Sacra Cintola

La leggenda della Sacra Cintola racconta che la Madonna regalò a San Tommaso la cintola ( cintura) al momento  della sua Assunzione in cielo. In seguito la Sacra Cintola fu donata ad un sacerdote, che attraverso i suoi discendenti la custodì per secoli. Ritrovata in seguito a Gerusalemme, la reliquia successivamente attraverso varie vicissitudini fu ritrovata a Gerusalemme e fu donata nel 1141 a un crociato pratese di nome Michele Dagomari. Tornato a Prato, il crociato conservò in segreto la reliquia ma, in punto di morte, la donò alla pieve di Santo Stefano a Prato. Da quel momento la Cintola fu venerata e la sua presenza fece sì che la Pieve divenisse meta di pellegrinaggi. Secondo l’usanza, ogni anno, nel giorno della morte di Michele la reliquia operava straordinari miracoli. Ancora oggi seguendo un antico rito, il vescovo della città, mostra la sacra Cintola ai fedeli affacciato al pulpito di Donatello nel Duomo di Prato in occasione di alcune ricorrenze religiose e con una particolare solennità l’8 settembre, giorno in cui ricorre la Natività di Maria